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giovedì 2 giugno 2016

Gitani

Quella del 2 giugno 1946 è la data simbolo della svolta epocale intrapresa dalla nostra penisola nel secondo dopoguerra. Nasceva la Repubblica Italiana e, con essa, la nostra amata Costituzione. Discussa e scritta da tanti illuminati e meritevoli di memoria, la nostra Carta fondamentale nel suo articolo 47 fa riferimento al diritto, per ogni cittadino, all’abitazione. Col susseguirsi dei decenni il concetto è stato integrato e rafforzato, al di là del diritto di proprietà, attraverso la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e vari trattati internazionali, fino a portare tutti noi a ritenere inaccettabile che, nel XXI Secolo, un essere umano non abbia una propria dimora.

Ebbene, sembra che Ginosa non faccia riferimento a quanto sopra. Il 21 gennaio 2014 non si è creato solo uno squarcio nel borgo antico: si è generata una ferita che fino ad oggi, anziché rimarginarsi, diventa sempre più profonda nelle anime di ginosini come me e voi. Non mi incaglierò sulle questioni di natura tecnica e burocratica perché è giusto che se ne occupi chi è più competente di me in materia, né tanto meno mi azzarderò a trattare questa enorme disgrazia da un punto di vista politico, perché fino sull’argomento si è fatta molta speculazione e ben poca ammissione di responsabilità. Non qui e non oggi.

Oggi, 2 giugno 2016, in occasione della settantesima Festa della Repubblica, voglio soltanto esprimere un pensiero per quegli uomini, donne e bambini, vittime di un disagio insostenibile, diventati gitani per costrizione. Decine di famiglie allontanate dalle loro case e ancora in attesa di sapere che fine ha fatto il loro sacrosanto diritto a non restare senza abitazione. Quel terribile giorno ha cambiato radicalmente la vita di queste persone che hanno imparato a condividere le proprie giornate con rabbia, incredulità e senso di impotenza perché il destino di ciò che hanno costruito con anni di sacrifici è nelle mani di tecnici di vario genere e politici di ogni schieramento che, oltre la descrizione del fenomeno come se si trattasse di un documentario, non sono andati.

Ancora oggi appartamenti storici e di valore per chi li possiede e per quella porzione di comunità che si è formata in quelle strade, restano incustoditi e potenziali vittime di sciacallaggio. Altre case invece stanno marcendo a causa dell’inevitabile incuria dopo che i loro abitanti sono stati  costretti ad abbandonarle perché si sono ritrovati improvvisamente senza acqua e gas. A tutto ciò si è aggiunta la fine della copertura degli affitti da parte del Comune, cosa per la quale qualcuno sta letteralmente rischiando di restare in mezzo a una strada poiché impossibilitato a sostenere un canone mensile. Non è possibile entrare nel merito, come dicevo prima, ma di certo posso sperare nella fine di questo scempio. Sono sicuro che i costituenti si vergognerebbero, davanti a questa situazione e per questo chiedo loro scusa e mi impegno ogni giorno a essere un italiano e un ginosino migliore.

Credo fermamente che porre fine a questo dramma debba essere prerogativa della prossima amministrazione.
Io ci credo e sto con Cristiano

lunedì 30 maggio 2016

Ginosa e l'Europa: un matrimonio che s'ha da fare. Il patto dei sindaci

Vogliamo ridurre le emissioni di CO2 nel nostro paese e vivere in una citta piu salubre? L’Unione Europea ci viene ancora una volta incontro con due iniziative ideali per raggiungere tali finalità: “Piano 20 20 20” (cosiddetto Pacchetto Clima-Energia 20 20 20) e “Patto dei Sindaci”.

Il “Piano 20 20 20”, pensato per contrastare il cambiamento climatico, è attivo da gennaio 2013 e si propone il semplice ma ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico. È proprio a seguito degli indirizzi espressi da questo Piano che sono nate diverse iniziative, tra cui non è possibile non citare l’esperienza del “Patto dei Sindaci“, patto ad adesione volontaria attraverso il quale i Comuni europei possono impegnarsi per l’attuazione sul proprio territorio locale degli ambiziosi obiettivi del Piano 20 20 20. Ma vediamo di capirne qualcosa in più.

Il Patto dei Sindaci (Convenant of Mayors) è un’iniziativa promossa dalla Commissione europea per coinvolgere attivamente le città europee nella strategia europea verso la sostenibilità energetica ed ambientale. Il Patto, al quale sinora hanno aderito oltre 1600 città, tra cui 20 capitali europee e numerose città di paesi non membri dell’UE, con una mobilitazione di circa 140 milioni di cittadini, fornisce alle amministrazioni locali l’opportunità di impegnarsi concretamente nella lotta al cambiamento climatico attraverso interventi che si concentrano sulla riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati e sulla sensibilizzazione dei cittadini in tema di consumi, migliorandone direttamente la qualità della vita.

I firmatari del Patto, che vanno da piccoli comuni a grosse aree metropolitane, devono redigere un “Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima” (PAESC) che delinei le principali azioni che le autorità locali intendono intraprendere a riguardo, segnando di fatto l’inizio di un processo di crescita a lungo termine, durante il quale ogni due anni le città forniranno informazioni sui progressi compiuti.

Questo significa guardare nella direzione del rispetto dell’ambiente e dei cittadini, utilizzando tutte le possibilità che la UE ci mette a disposizione per migliorare la qualità della vita nel nostro territorio: Ginosa deve una volta per tutte entrare in una rete europea per condividere idee e progetti, in modo da sfruttarne tutto il potenziale e, perché no, ricavandone visibilità anche a fini turistici. Il tutto, attraverso l'istituzione di un Ufficio Comunale che si occupi esclusivamente di questo e che, a causa di ignoranza e miopia degli amministratori che hanno governato la nostra città, non ha mai visto la luce.

Io ci credo e sto con Cristiano.

mercoledì 25 maggio 2016

Diaspora 2.0



Francia, Belgio, Inghilterra, Portogallo, Spagna, Svizzera, Germania, Polonia, Norvegia. No, non sono le squadre tra le favorite ai prossimi Campionati Europei di calcio, ma solo alcune delle nazioni dove attualmente diversi ginosini come noi stanno costruendo il proprio progetto di vita. Parliamo di persone che hanno lasciato la propria terra non solo per motivi di studio, per lavoro o per semplice scelta di vita, ma che hanno dovuto andare via da una terra che li ha sfruttati, bruciati, rinnegati e abbandonati. È ritornato più dirompente che mai quel fenomeno di emigrazione all’estero che molti dei nostri anziani conoscono e che sta portando via interi nuclei familiari o, peggio, padri e madri che lasciano qui i propri figli per andare a ricominciare da un’altra parte, con la volontà di ricongiungerli a sé appena possibile.

È un disastro. Noi che siamo qui a resistere perché innamorati di questo luogo non possiamo permettere che ciò continui ad accadere, rassegnandoci a vedere sprofondare la nostra Ginosa senza fare nulla per cambiare le cose. Quello che è sempre mancato a questa terra è un progetto, un’idea nuova e seria di città alla quale partecipino le nostre migliori menti, quelle che in gergo sportivo costituirebbero la migliore formazione possibile. In tanti, per fortuna, sono ancora qui, ma sono troppi i talenti andati via perché

i loro titoli non venivano richiesti o perché le loro professionalità e abilità non sono state riconosciute e valorizzate. Attualmente ha più senso lavare i piatti in un ristorante di Londra che qui. Sapete perché? Perché chi è lì sa che, mettendocela tutta e senza aspettare troppo, può diventare colui che i piatti li acquista e poi, in seguito, colui che dirige chi deve farlo e poi, ancora, il responsabile dell’intera baracca. Chiunque egli sia. Qui da noi una dinamica del genere, basata sulla meritocrazia e sul valore degli individui, è impensabile. I ginosini nel mondo devono essere coinvolti nella sfida di cambiamento che ci apprestiamo a intraprendere perché devono dirci dove si sta sbagliando e che cosa si può fare per evitare che i giovani perdano ogni speranza e rinuncino ai propri sogni, salvo poi fare poi armi e bagagli e ricominciare tra mille incertezze, lontano da tutto e da tutti.

C’è qualcuno, lì fuori, in grado non dico di assumersi le colpe, ma almeno di occuparsi di questa diaspora che, dopo alcuni anni di tregua, ha ripreso inesorabile la sua marcia? Io sono disposto a farlo e il mio messaggio ai tanti ginosini lontani ma veri, più veri di alcuni che sono qui e si arrogano il diritto di mandare in malora la nostra amata cittadina, è il seguente: sappiate che c’è chi sta lavorando anche per voi! Chi è rimasto in loco, rassegnato o vero eroe chi lo sa, non può accollarsi tutto il peso nel risollevare le sorti della città ed è per questo che, chiunque si ritrovi ad amministrare il Comune, avrà il dovere di richiamare chi si sta specializzando in mille discipline diverse, chi sta imparando le lingue, chi sta ampliando i propri orizzonti perché vive in luoghi dove non ha importanza essere bianchi, neri o gialli, affinché apporti nuova linfa alla comunità.

Sono anni che insisto sulle opportunità legate ai progetti europei, su come sviluppare il processo di raccolta dei rifiuti per utilizzarli come risorsa, sul fatto che la cultura possa creare lavoro e sviluppo e in generale sul potenziale che abbiamo fra le mani e che non riusciamo a sfruttare: pensieri che condivido con voi su questo blog e che spero vi aiutino a capire chi sono e cosa ho in mente di fare. La fortuna ha voluto che incontrassi per la mia strada Cristiano Inglese, col quale è bastato uno sguardo per capire che avevamo la stessa visione di futuro ed è per questo che ho deciso di sostenere la sua corsa a sindaco di questa città. Cari ginosini “fuorisede”, abbiamo quindi bisogno del vostro interesse, delle vostre idee e dei vostri progetti, per restituire Ginosa ai ginosini tutti. Da investitori, da rimpatriati, da turisti, non conta: l’importante è impegnarsi e lavorare tutti insieme per garantire un futuro alla città e alle prossime generazioni, come sto facendo io per le mie figlie.

Aiutateci in questa sfida, in questo grande e meraviglioso progetto di cui dovete necessariamente fare parte.

Io ci credo e sto con Cristiano.

lunedì 23 maggio 2016

Nello sviluppo dei tumori non conta la sfortuna: Ginosa merita una risposta.



L’epigenetica è una branca della biologia molecolare che studia le mutazioni genetiche e la trasmissione di caratteri ereditari non attribuibili direttamente alla sequenza del DNA; grazie alla ricerca effettuata nel campo, da oltre un decennio si è scoperto che sono proprio le influenze ambientali, specie nelle fasi più precoci della vita, a modulare l’espressione genica e a condizionare il nostro stato di salute. Sapete cosa significa questo? Che l’origine del cancro e di quasi tutte le malattie di cui soffriamo non risiede solo in mutazioni casualmente insorte nel Dna delle cellule, ma anche in centinaia di migliaia di modificazioni epigenetiche indotte dalla miriade di agenti fisici e sostanze chimiche tossiche e pericolose con cui veniamo a contatto quotidianamente. A correggere quella che era stata ribattezzata l’ipotesi della sfortuna, sostenuta a inizio 2015, è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature da studiosi della Stony Brook University di New York, secondo cui ambiente e stili di vita sarebbero i fattori che contano per il 70%-90% nello sviluppo dei principali tumori, mentre i fattori interni, cioè il modo in cui il corpo funziona e il rischio di mutazioni casuali del Dna delle cellule staminali, pesano solo per il 10-30%.

Sono circa quattordici anni che lavoro come Informatore Scientifico del Farmaco e in particolare, negli ultimi anni, mi sono occupato esclusivamente di tumori (ovaio, sarcomi e polmoni): la mia attività mi porta a  frequentare quotidianamente gli ospedali di tutta la Puglia e voi non avete idea di quanti concittadini ginosini ammalati di tumore abbia incontrato. Quello che sta accadendo nel nostro territorio è terrificante e credo che ogni famiglia abbia bisogno di risposte, di uno studio approfondito che ci dica cosa c’è nell’acqua che beviamo, nella terra che coltiviamo e nell’aria che respiriamo: per questo motivo ho intenzione di avviare una campagna di campionamento dell'aria, dell'acqua e della terra del vasto agro ginosino. Ho già contattato un ricercatore indipendente, il quale ha mostrato interesse nei confronti del progetto e si sta organizzando per venire a Ginosa per un primo sopralluogo.

L’idea è entrata a pieno titolo nel programma elettorale di Cristiano Inglese che ha mostrato sensibilità nei confronti del tema. Il passo successivo sarà coinvolgere tutti i medici di medicina generale di Ginosa, grazie ai quali sarà possibile incrociare i dati dello studio con l’elenco degli ammalati, cercando dove possibile una correlazione e arrivando finalmente a conoscere il numero preciso di chi ha contratto il tumore, anche perché il registro dei tumori della provincia di Taranto è fermo al 2009 (!).

Io credo che amministrare un Comune significhi decidere come e dove spendere i soldi dei cittadini: io e il mio gruppo di lavoro abbiamo le idee molto chiare a riguardo ed è per questo che stiamo mettendo in campo tutte le nostre forze mentali e le nostre competenze per conoscere definitivamente la verità su questo tema che tocca la quasi totalità delle famiglie ginosine. È questo che reclamano i cittadini e qualcuno deve dar loro delle risposte.

Io ci credo e sto con Cristiano.

venerdì 20 maggio 2016

Un'idea per ridurre lo spreco

Avete mai sentito parlare di LAST MINUTE MARKET? È un sistema che contribuisce alla riduzione dello spreco in tutte le sue forme e che previene e riduce i rifiuti attraverso la valorizzazione dei beni invenduti, con effetti positivi dal punto di vista ambientale, sociale, economico e nutrizionale.
Nato come progetto di ricerca, Last Minute Market si è sempre occupato di analizzare tutti i passaggi delle filiere agroalimentari e individuare dove e perché si originano gli sprechi. Oggi rappresenta un modo per trasformare lo spreco in risorse, poiché si vanno a prevenire e ridurre i rifiuti nonché mentre si recuperano i beni non utilizzati a scopo sociale. Il coinvolgimento attivo delle istituzioni permette di strutturare il progetto in maniera più efficiente ed efficace. La collaborazione con le Istituzioni dà maggiore garanzia ai progetti LMM, permette di includere anche le piccole e medie aziende e di offrire quelle che partecipano benefici in termini di comunicazione sociale e/o sconti sulla tassa/tariffa dei rifiuti.
Nello specifico LMM opera a stretto contatto con le istituzioni al fine di individuare la migliore soluzione progettuale in funzione delle caratteristiche del territorio. In particolare LMM offre assistenza per costituire e coordinare la rete donatori/beneficiari, incrociare al meglio domanda e offerta, monitorare il sistema di recupero, attivare procedure in conformità con le normative vigenti, realizzare percorsi comunicativi e informativi e valutare gli impatti positivi sul territorio.

http://www.lastminutemarket.it/

giovedì 12 maggio 2016

Penso.

Quando penso alla mia città immagino uno scrigno ricolmo di preziosi non ancora indossati, pietre luccicanti di una bellezza disarmante, originali e scintillanti, uniche e trascurate, disponibili ma non ancora sfruttate.
Penso al mare e alle sue potenzialità, all'agricoltura e al suo valore, all'artigianato e alla creatività, ai paesaggi mozzafiato, alla nostra storia, ai prodotti locali (eccellenze in Europa), a chi si è trasferito a causa del lavoro e a chi è rimasto, aggrappato alle sue radici, innamorato degli odori  e corteggiato dal folclore.
Penso a tutte le opportunità perse, alla crescita mancata, alle idee non sostenute, alle volontà non stimolate, a una città che deve cambiare, alla responsabilità di provarci e al dovere di restituire la dignità e l'attaccamento alla maglia dai colori biancazzurri. Non è ammesso nessun errore e non si deve più agire in modo approssimativo. GINOSA merita rispetto, uno slancio culturale, sociale ed economico mai visti prima, una risposta definitiva, una soluzione immediata e concreta, ma soprattutto merita la verità.
Ciascuno di noi deve partecipare al rilancio e sentirsi incluso ed ascoltato perché in ogni battito di cuore per questa terra ci sia la valorizzazione del nostro destino.
Io ci sono.

domenica 8 maggio 2016

La zappa sui piedi

Facciamo finta che per costruire la vostra casa abbiate chiamato, venti anni fa, il muratore Tal dei Tali e che il suo lavoro sia stato disastroso.
Ipotizziamo che poi, dopo cinque anni, abbiate richiamato lo stesso muratore per incaricarlo di una ristrutturazione e che, ancora una volta, il suo operato sia stato pessimo.
Ma non contenti, dopo cinque anni, l'avete ulteriormente contattato perché dovevate rimettere a nuovo il vostro box auto e il risultato è stato il medesimo delle volte precedenti.
Questa che sembra una storiella assurda, altro non è che una metafora di quanto accade da oramai vent'anni nel Comune di Ginosa, la cui attuale scena politica vede proprio quei disastrosi muratori che hanno causato danni, farsi spudoratamente pubblicità affinché i cittadini diano loro il potere di riparare quanto loro stessi hanno danneggiato.
Ha senso tutto questo? La risposta la lascio alla vostra intelligenza, mentre allo stesso tempo auguro buona campagna elettorale a chi come me ha voglia e idee su come amministrare il meraviglioso Comune di Ginosa, specie se al primo ammirevole tentativo; ai "muratori" che invece si propongono come soluzione ai problemi da loro stessi causati, auguro di svegliarsi un bel mattino e di ritrovarsi ad avere una coscienza e una dignità, che dalla loro faccia tosta pare non abbiano mai avuto.

venerdì 6 maggio 2016

Vieni,c'è tanto da fare!

Care elettrici e cari elettori, non voglio annoiarvi con l'ennesima richiesta di voto, ma vorrei che rispondeste a una domanda: siete anche voi incazzati come me per come hanno ridotto la nostra Ginosa?
I politici di professione hanno calpestato l'orgoglio, la storia, le tradizioni culturali e le immense potenzialità di questa città, che ha visto invece, giorno dopo giorno la propria decadenza sul piano sociale e sul piano della vivibilità.
Non è più una città a misura d’uomo, non tiene conto dei giovani e degli anziani, non rispetta nient’altro che il potere e le persone che da troppo tempo lo detengono.
Aver permesso che tutto ciò accadesse, ci rende da un lato colpevoli, ma dall’altro ci obbliga a impegnarci in prima persona per tornare finalmente a sentirci fieri di una città in cui si possa essere contenti di vivere e non si sia soltanto costretti a sopravvivere; per questo, ho deciso di candidarmi come Consigliere Comunale al Comune di Ginosa, chiedendo personalmente appoggio a quanti mi hanno conosciuto sia sul piano umano, che su quello professionale, affinché si possa lavorare insieme per una città migliore rispetto a quella in cui viviamo.
Aiutatemi a raggiungere quest'obiettivo, che spero sia anche il vostro, poiché in situazioni come questa bisogna essere coraggiosi, superare i limiti e partecipare in prima persona.
Vieni, c'è tanto da fare!
Dott. Cosimo Vavallo
Product Specialist Immuno-Oncology.

martedì 3 maggio 2016

Credo

Credo alle conquiste, in chi lotta per i diritti degli altri, nel potere delle parole, nel loro peso, nella loro bellezza, nella storia che debba insegnare a tutti a non ripetere gli stessi errori.
Credo nella famiglia, quella da cui tornare ferito per trovare conforto, che non ti giudica, che ti abbraccia quando sei triste, che ti nutre quando hai fame, che ti copre quando hai freddo.
Credo nel futuro per chi ha avuto un passato difficile, nel perdono, nella rinascita, nelle rivincite, in chi alla violenza risponde con le braccia alzate e in chi nelle braccia alzate vede un abbraccio e non una resa. Credo alle idee e non alle ideologie, nella verità e non in quella ostentata e costruita, nell'onore, nella dignità e nella onestà.
Credo ci siano molte battaglie ancora da combattere, credo nell'amicizia e per questo credo in Angelo, Francesco, Giuseppe, Nico, Nicola, Rocco e Rosario, che mi stanno supportando  e in tutti quelli che mi supporteranno e credo in Cristiano che supporterò

martedì 4 marzo 2014

L'ora più interessante

Quando gli adolescenti approcciano al mondo della scuola, intravedono nei vari percorsi formativi che la scuola offre loro, la possibilità di poter esprimere le proprie qualità e di poter amplificare le proprie attitudini sfruttando i mezzi che la scuola gli offre. I docenti nella loro costante attività formativa riescono, in alcuni casi, a tirar fuori dal carattere dei loro studenti altre qualità, magari sopite, che se coltivate nel verso giusto possono dare ai ragazzi un’opportunità in più nell’approfondire, nei vari percorsi di studio, quelle tematiche e magari fondare la base del loro lavoro futuro. Questo dovrebbe essere un criterio fondamentale nella vita studentesca e quello che un genitore si aspetterebbe dagli educatori dei suoi figli.
Molto spesso quello che succede è che per vari motivi, a causa di problemi strumentali e strutturali, le capacità degli studenti rimangano attenuate a causa non della mancanza di volontà dei docenti, ma della completa assenza di qualsiasi mezzo, anche banale, che possa innalzare il livello scolastico.
Per cui, anche l’ora più interessante per la maggior parte dei ragazzi, quella di educazione fisica, diventa un consueto calciare al pallone anche nelle peggiori condizioni. Un esempio clamoroso e riprovevole sono la palestra della Scuola M.G. Deledda, cosi come quella della San Giovanni Bosco, impraticabile e polverosa la prima e con i campetti adiacenti assolutamente inglobati dal verde, fatiscente e invecchiata la seconda, con gli spifferi di vento sempre in agguato.
Siamo cosi abituati che la condizione forse non suscita indignazione, ma reca un enorme danno al fine per cui la materia è stata introdotta e cioè quello di migliorare attraverso l'attività motoria e quella sportiva lo sviluppo psico-fisico e la salute individuale e quella sociale.

giovedì 13 febbraio 2014

Ginosa deve entrare in Europa! Ad oggi è la grande assente!

Quasi il 50% dei contributi che la Comunità Europea mette a disposizione non vengono utilizzati in Italia e per questo rispediti al mittente. Per molti versi si è portati a pensare che l’accesso sia complesso, articolato e vincolato alle solite dinamiche clientelari. La realtà, invece, dimostra che molti dei Comuni Italiani riescono ad accedervi sviluppando una serie di benefici per il territorio in grado di generare ricchezza, cultura e lavoro. Quello che necessita è la solita volontà politica e capacità progettuale. Competenze che mancano alla Amministrazione del Comune di Ginosa, assente nel panorama dei contributi europei.
L’insieme dei programmi di ricerca, sviluppo ed innovazione della Commissione Europea é ampio non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista dei temi trattati. Questi risultano essere molteplici ed attivabili in diversi periodi dell’anno.
Le azioni hanno l’obiettivo di migliorare diversi ambiti, attraverso la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e la formazione, secondo gli obiettivi specifici di ogni programma.
Tutte queste opportunitá sono disponibili per i privati, le organizzazioni no profit, le universitá, gli istituti e i centri di ricerca ed ovviamente le amministrazioni pubbliche. In particolare alcuni programmi di sviluppo e cooperazione territoriale sono stati pensati e rivolti esclusivamente a Comuni e Regioni.
Di seguito sarà riportato un breve elenco dei Programmi Europei più interessanti dal punto di vista delle consistenti opportunitá economiche. Questi programmi trovano applicazione nel campo del marketing sostenibile, della innovazione e della qualita di vita. E’ chiaro che la descrizione, gli obiettivi e gli aspetti piú significativi dei programmi di seguito elencati meriterebbero piú approfondimenti perché molto piú estesi. Si fará, solo, una breve introduzione, per dimostrarne l’esistenza, gli obiettivi e le finalizzazioni.

Programma LIFE
Questo é lo strumento di finanziamento europeo sulle tematiche ambientali. L’obiettivo é contribuire all’implementazione, aggiornamento e sviluppo delle politiche ambientali europee cofinanziate al 50%. Per la fase 2007-2013 questo programma é stato supportato da 2,143 miliardi di euro. Sono stati finanziati 676 progetti in Italia dall’anno della sua apertura, 409 dedicati all’innovazione ambientale, 255 sulla natura e biodiversitá e 12 sull’informazione e cominucazione. Questi progetti rappresentano un investimento di 1 miliardo di euro, dei quali, 443 milioni somministrati dalla Commissione Europea. Nella cartina sotto riportata i comuni, a noi vicini, che hanno usufruito dei finanziamenti.



Fonte: http://ec.europa.eu/environment/life/countries/italy.html

Programma Energia Intelligente (Intelligent Energy)
Questo importante programma offre aiuto alle organizzazioni che vogliono migliorare la sostenibilitá energetica in tutti i suoi aspetti. Propone l’efficenza energetica e le politiche sull’energia rinnovabile, l’uso efficente dell’energia negli edifici, nei trasporti, nella tecnologia, nei processi industriali e nei prodotti di consumo. Solo per il 2013 sono stati stanziati 730 milioni di euro. Dalla data di attivazione, la Commissione ha finanziato piú di 600 progetti (al 75%). Attualmente in Italia sono attivi 79 progetti. Negli anni scorsi questa linea é servita a creare Agenzie locali per l’energia (indicate nella mappa) con il compito di aiutare a migliorare l’efficenza energetica sotto tutti gli aspetti. Altro obiettivo è stato quello di aiutare gli amministratori locali a puntare sull’efficenza nell’uso delle risorse energetiche e rinnovabili attraverso il “Patto dei Sindaci”, (Covenant of Mayor).



Fonte: http://www.managenergy.net/map.html

INTERREG

Questo programma ha come obiettivo la cooperazione territoriale attraverso i fondi di sviluppo regionale. Sono stati stanziati circa 321 milioni di euro dal 2007 al 2013 cofinanziando al 75/85% i progetti. I temi sono l’innovazione, la società della conoscenza, l’ambiente e la prevenzione dei rischi. In Italia sono stati cofinanziati 129 progetti.



Fonte: http://www.interreg4c.eu/country-map/

ENPI CBCMED

É un Programma di cooperazione multilaterale fra paesi appartenenti al bacino del mediterraneo, questa volta non solo Europei ma anche nordafricani e orientali. Copre 76 territori, fra i quali l’Italia, e 4 prioritá di sviluppo: promozione e sviluppo socio economico e del territorio, promozione della sostenibilitá ambientale, miglioramento delle condizioni sociali e del dialogo culturale.Sono stati stanziati 200 milioni di euro, cofinanziati con un massimo del 90%.



Fonte: http://www.territorialcooperation.eu/frontpage/


Ogni 7 anni la commissione Europea e gli organi competenti rivisitano ed aggiornano i programmi. Nel 2014 la commissione ha creato un nuovo ciclo di 7 anni (2014 – 2020) dal nome Horizon 2020, nel quale viene snellita ulteriolmente la parte burocratica per l’accessibilitá ai fondi. Il preventivo per tutto il percorso si aggira intorno ai 70 miliardi di euro.
Questo nuovo programma rappresenta una vera e propia sfida per le amministrazioni e le organizzazioni territoriali, soprattutto per quelle che non hanno mai sviluppato un valido progetto.
La sfida dipende dal fatto che con questa quantita’ di fondi dedicati, finanziati al 100% ci sarà un aumento di richieste. Per questo, poichè la concorrenza per l’accesso ai fondi si farà sempre piú feroce, le proposte dei progetti dovranno essere sempre piú di qualitá.
Per concludere, nell’anno 2013 sono stati preventivati 15.690 progetti per un valore di 55 miliardi di euro. L’11 di dicembre del 2013 è partito formalmente il programma Horizon 2020, il nostro Comune in questi anni ha perso una grossa opportunità; quanto dovremo aspettare ancora per vedere Ginosa indicata in una delle cartine riportate?

lunedì 11 novembre 2013

Pochi passi verso rifiuti zero

Ciò che può sembrare impossibile, per certi versi irrealizzabile, diventa di una semplicità disarmante se tutti gli attori in gioco svolgono la loro funzione. Alla base di tutto deve essere realizzata una piattaforma di facile applicazione dove i cittadini devono essere messi nelle condizioni di donare il massimo di se stessi per ottenere il massimo dal proprio lavoro e dal proprio impegno. Questa piattaforma, se il fine ultimo è il massimo dell’obiettivo raggiungibile, rifiuti zero appunto, deve essere sviluppata nel più breve tempo possibile, perché non c’è più tempo da perdere; non basta una fotografia a fianco allo scienziato statunitense Paul Connett, per sembrare all’improvviso disposti a trattare con rispetto un tema che il rispetto lo merita a pieno. La raccolta differenziata porta a porta non è sufficiente, anche se per noi, cittadini di Ginosa, rappresenta una novità, dato che negli ultimi 12 anni ce ne siamo dimenticati. Era importante stare sopra il 10%, come dato medio, semplicemente perché, un valore più basso, rappresentava solo un ostacolo per ottenere la bandiera blu. L’altro 90% non interessava a nessuno. Purtroppo serve molto di più.
Servono le isole ecologiche, non quelle inventate all’ultimo momento, che chiudono perché non a norma e perché si sviluppano incendi in autonomia; ci ricordiamo tutti quello che è successo a Ginosa Marina questa estate. Serve un impianto di compostaggio, da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
Occorre realizzare piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva. Servono centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale.
Bisogna introdurre sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli. Serve un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata, impedendo che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
Il dato di fatto è che il Comune di Ginosa è lontano anni luce da tutto ciò, soltanto nel 2013 è partita la raccolta differenziata porta a porta e mancano sette anni per il 2020!

venerdì 29 marzo 2013

Scene di ordinaria follia



Domenica mattina; una miriade di bimbi si accalca nelle piazze di Ginosa, grazie anche alle condizioni climatiche vantaggiose. L’inverno ha ormai ceduto il posto alla tanto attesa primavera. Le famiglie con bambini si riversano per le strade. Una passeggiata, un caffè ed una piacevole conversazione con qualche amico incontrato per caso.




 

Questa situazione di calma, viene ovviamente interrotta dai bambini che alla vista dei giochi, se pur minimi e fatiscenti, presenti in Piazza Nusco, manifestano a gran voce la volontà di approssimarsi al divertimento. Divertimento scandito dal movimento circolare della giostrina, da poco installata nella piazza, che delizia le loro giornate con quel moto circolare che li farebbe rimbalzare via se non fossero controllati e frenati dai loro genitori, perché alla giostra non è applicato nessun sistema di sicurezza.



Sistemi di sicurezza necessari se la giostra è in movimento ed indispensabili per colmare quel gradino di 50 cm che la separa dal suolo che potrebbe rendere la vita difficile anche nei momenti di quiete. A questo si aggiunge la presenza di fili elettrici, attaccati fra di loro nel modo peggiore, all’interno delle cabine, facilmente raggiungibili anche dai bimbi più piccoli. Anche in questo caso manca la minima precauzione che fronteggi la loro curiosità ed incoscienza poichè ignari della pericolosità di quel prolungamento elettrico.



Appare chiaro che le autorizzazioni, da parte dell’ufficio commercio e spettacolo, siano state rilasciate senza il controllo degli standard di sicurezza, probabilmente obbligatori, ed ancora una volta appare chiaro che questa amministrazione abbia bisogno di uno scossone ed un richiamo all’attenzione, dai parte dei cittadini, cosi come è stato già fatto in passato con i giochi, anch’essi fatiscenti, presenti nel parco comunale di Marina di Ginosa, dove le basi di ferro arrugginito venivano fuori in modo preponderante dalla sabbia. In quel caso l’intervento è stato rapido. Mi auguro che anche in questo caso le cose siano sistemate prontamente.
Ma soprattutto mi auguro di non dover ancora una volta evidenziare quell’indifferenza che i nostri figli non meritano.

sabato 2 maggio 2009

L'essenza della linea continua: Bonnefoit



Mercoledì 30 aprile scorso, presso la sala dell’Istituendo Museo Civico sito all’interno del Palazzo della Cultura ginosina, si è inaugurata la personale di pittura del parigino Alain Bonnefoit. All’inaugurazione hanno preso parte anche due artisti toscani, Giovanni Maranghi e Nico Paladini, che non hanno voluto mancare all’appuntamento del loro amico Alain, il presidente della Pro Loco, Vincenzo Cantore, oltre al curatore della mostra, Emanuele Coretti, i quali hanno salutato e accolto il pittore parigino.

Come mai una mostra di Sumi-e a Ginosa? L’idea è partita da Cosimo Vavallo, socio dell’ass. cuturale “L’atelier Arte” che aveva invitato l’artista a Matera per un’altra iniziativa, il quale, da ginosino, ha voluto portare un pizzico di arte nella sua comunità. Dietro questa generosità intellettuale, la Pro Loco ginosina e la Direzione dell’Istituendo Museo Civico, con il patrocinio morale del Comune. “Sfogliando al contrario il catalogo di questa mostra – ha affermato Vavallo – è emozionante, per me, leggere che il primo appuntamento di una personale di Bonnefoit per il 2009 si svolge nel Museo Civico di Ginosa, nonostante per realizzarlo io abbia dovuto superare una sorta di corsa ad ostacoli” anche se dopo queste parole è pesata ancora di più l’assenza degli amministratori locali.

La mostra del pittore parigino Bonnefoit, che dal 1963 trascorre molti mesi all’anno in Italia nello studio in Toscana che comprò per pochi soldi da una donna che incontrò fortuitamente in treno, come raccontato dallo stesso, si intitola “Sumi-e”, sintesi di due termini giapponesi: “sumi”, “inchiostro nero” mentre la “e“ intende la “pittura”. Conversando con il pittore francese si apprende il vero significato di un’arte lontana dal comune sentire il figurativo. Si scopre così la spiritualità di questa tecnica pittorica. Se l’Italia e la pittura senese hanno delineato, anche grazie all’amore di Bonnefoit per Modigliani, il primo impatto con i nudi ed il loro significato essenziale, altro maestro fondamentale per la crescita di Alain è stato Sugyama-yu, pittore e calligrafista giapponese, col quale è nato un sodalizio molto forte. Bonnefoit, infatti, dal suo soggiorno durato un mese nel 1975 in un tempio giapponese, ogni anno torna in Giappone “come uno scolaretto”, ha affermato sorridendo il curatore della mostra Coretti, per continuare i suoi studi calligrafici, altra passione dell’artista parigino appresa dal suo primo maestro di arti marziali.

Per apprezzare le opere del maestro, occorre intendere la filosofia del “Sumi-e”, ecco perché Coretti nel suo intervento durante l’inaugurazione dell’esposizione, ha voluto spiegare alcuni tratti distintivi di questa tecnica pittorica: “…sobrietà e spontaneità, innanzitutto, abbandono di ogni dettaglio superfluo. Basti pensare che  il “ sumi – e” è stato introdotto in Giappone dai monaci Zen. Come per questa filosofia anche per il sumi-e i ritocchi, gli abbellimenti in realtà non arricchiscono l’opera ma ne intorbidano la verità naturale”. Una ricerca filosofica della vera essenza delle cose, come affermato da Bonnefoit, il quale ha voluto far proprio un detto di un artista giapponese definito il “vecchio pazzo del disegno”, Okusawa, il quale sosteneva che a 100 anni gli sarebbe bastato segnare un punto con il pennello per intendere quello che voleva rappresentare. L’essenzialità delle linee dei quadri di Bonnefoit rimanda a quella idea, ed importante per il pittore è l’armonia che si crea con le modelle che di volta in volta si appresta a fermare con la sua maestria. “Per dare vita alle mie opere è necessario un momento preliminare per la preparazione dell’inchiostro ma anche di meditazione, per allontanare tutto quello che non serve in quel momento alla mia mente. Numerosissime sono le mie prove ed i fogli che getto, ma alle volte basta un momento, uno sguardo, e pare che si realizzi quell’intesa tanto che la modella avverte come se la carezzassi con il pennello. Così creo l’opera”. Come per l’arte calligrafica, l'artista prepara l’inchiostro, il sumi, polverizzando delle barrette contro un'apposita pietra mentre i pennelli sono simili a quelli per la calligrafia e producono effetti diversi. Un’arte che potrebbe essere definita povera, che suggerisce più che rappresentare e che dopo il primo impatto sensuale rimanda direttamente all’essenza di colui che la realizza.